|

L'arte del Mosaico Pavimentale
Questo itinerario è volto a far conoscere e valorizzare un aspetto meno noto, ma non per questo meno importante, del panorama artistico ravennate: i mosaici pavimentali.
DOMUS DEI TAPPETI DI PIETRA
CRIPTA DI SAN FRANCESCO
BASILICA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA
CRIPTA RASPONI
DOMUS DEI TAPPETI DI PIETRA: La nuova area espositiva ospita i mosaici ritrovati in via d'Azeglio fra il 1993 e il 1995 e datati al IV-VI secolo d.C. Splendidi nelle loro decorazioni in tessere policrome, questi mosaici costituiscono un documento di importanza eccezionale poiché consentono di ricostruire e conoscere la forma di un palazzo laico d'età bizantina, avvicinandoci a quella che era la vita quotidiana dell'aristocrazia dell'epoca.
CRIPTA DI SAN FRANCESCO: la cripta, costruita verso la fine del X sec., è oggi allagata a causa della subsidenza, fenomeno a cui Ravenna è da sempre soggetta. Essa offre una suggestiva visione del pavimento musivo risalente al V secolo, un tempo parte del presbiterio dell'antica basilica apostolorum.
BASILICA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA: basilica palatina placidiana, accoglie frammenti pavimentali di varie epoche, dal V secolo al Medioevo. Sono questi ultimi, in particolare, ad offrire efficaci testimonianze di un articolato scenario culturale, con raffigurazioni di episodi tratti dalla Quarta Crociata, da tradizioni sacre e leggende profane
CRIPTA RASPONI: l'accesso alla Cripta, in realtà una piccola cappella gentilizia mai destinata al seppellimento dei defunti della famiglia Rasponi, e al giardino, con una parte pensile, avviene dal monumentale portico sul lato sud di Piazza San Francesco, che ben si adatta all'austero ambiente della cosiddetta Zona Dantesca. Il pavimento musivo della Cripta proviene da Classe, probabilmente dalla chiesa di San Severo (VI sec.). Decorato con motivi ornamentali e figure di animali vari, presenta elementi affascinanti e ricchi di interesse.
Ingressi ai monumenti a carico dei partecipanti:
Domus dei Tappeti di Pietra: 2,50 € a persona
Cripta Rasponi (riapertura dal 08/04/2011):
intero 2,00 € a persona; gruppi (min. 15 pax) 1 € a persona; scuole 0,50 € a persona
Basilica di San Francesco e Basilica di San Giovanni Evangelista: ingresso gratuito.
Non ci assumiamo responsabilità per aumenti degli ingressi che intervengano nel corso della stagione.
|
FAENZA
Faenza, città di origini etrusco-romane, sorge sulla via Emilia, a circa 30 km da Ravenna. E' nota universalmente per la sua produzione ceramica, la cui antica tradizione artigianale risale al XII secolo, raggiungendo il suo momento più alto nel periodo rinascimentale. Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza è uno dei più importanti nel mondo e presenta la produzione ceramica di Faenza, di tutte le regioni italiane e di numerosi Paesi, nelle due grandi collezioni, antica e moderna.
Ma Faenza non vuol dire solo ceramica, è una città ricca di edifici storici di grande rilievo, come la splendida Cattedrale, una delle più illustri espressioni di arte rinascimentale in Romagna, il settecentesco Palazzo Milzetti, con gli interni decorati da raffinate tempere neoclassiche, le due meravigliose piazze centrali
BRISIGHELLA
Brisighella, noto centro termale, conserva tutto il fascino delle sue origini medioevali e la suggestione paesaggistica di una natura incontaminata. L'edificio che la caratterizza ancora oggi è la Rocca che fu dei Signori di Faenza, i Manfredi, e poi di Cesare Borgia, dei Veneziani e dei Papi. La leggenda narra che la Pieve di San Giovanni in Ottavo (Pieve di Tho) venne edificata dall'Augusta Galla Placidia su un tempio pagano dedicato a Giove Ammone.
RUSSI
A Russi, piccolo comune dell'entroterra a circa 15 km da Ravenna, gli appassionati di archeologia non possono non visitare i resti della “Villa Romana”, un vasto edificio d'età romana che doveva essere centro di una tenuta agraria, cioè di una villa : così in latino veniva indicato il possesso rustico. Il complesso, di cui restano ampie zone pavimentali di grande pregio per la presenza di notevoli mosaici, sorse nel I secolo a.C. e venne utilizzato fino all'inizio del VI secolo, quando venne gradualmente abbandonato e smantellato. Gli scavi di Russi rivestono importante interesse storico in quanto tale villa serviva a fornire gli approvvigionamenti alle città di Ravenna e di Classe.
CERVIA
Cervia, con l'attigua Milano Marittima, è senz'altro il principale centro turistico-balneare della provincia di Ravenna. L'antico abitato di Cervia, separato dal canale delle Saline dalla nuova città nata verso il 1912, deve la sua storia al sale e alle saline che ne hanno segnato in modo profondo e indelebile l'economia e l'impianto urbanistico. Le antiche saline, estese per 827 ettari, oltre a garantire una produzione di sale di oltre 200.000 quintali, costituiscono una riserva naturale dove nidificano avocette, cavalieri d'Italia, garzette, germani e tante altre specie di avifauna. Il Centro Visite Salina di Cervia, fa parte della Stazione Sud del Parco del Delta del Po.
Oggi Cervia è sinonimo di sole, spiaggia, relax, ma anche di mondanità, shopping, divertimento… Con oltre 9 chilometri di spiaggia caratterizzata da sabbia finissima, Cervia è particolarmente indicata per le vacanze familiari e dei bambini. Servizi di prim'ordine offerti dai numerosissimi stabilimenti balneari e dalle attività di animazione in spiaggia, caratterizzano un soggiorno all'insegna della "vacanza attiva".
POMPOSA
La Chiesa di Santa Maria di Pomposa, situata lungo la statale 309 Romea, è ispirata alle basiliche ravennati classiche ed ha la facciata ornata da un nartece mirabilmente decorato in cotto e marmo; l'interno è a tre navate con colonne e capitelli di vario aspetto, romani e bizantini, e un pavimento decorato con mosaici e tarsie marmoree datato all'XI-XII secolo. Vi splende una grandiosa serie di affreschi trecenteschi di scuola bolognese che dall'abside si stendono per tutta la navata maggiore sino alla parete d'ingresso.
La Chiesa è affiancata da un bellissimo campanile, capolavoro dello stile romanico-lombardo, datato alla seconda metà dell'anno Mille.
La Sala Capitolare, luogo ove i monaci benedettini si riunivano per le assemblee, ha le pareti fastosamente affrescate nel secolo XIV da artisti di formazione padovana vicini a Giotto.
Il Reffettorio, che ospitava più di cento monaci nel periodo di massimo fulgore dell'Abbazia, presenta sulla parete est un bellissimo trittico trecentesco di scuola riminese in cui spicca la famosa "Cena dell'Abate Guido", che raffigura il miracolo avvenuto proprio nel Refettorio ad opera di Guido degli Strambiati, Abate a Pomposa nella prima metà dell'anno Mille, e a cui si deve la crescita economica, morale e spirituale dell'Abbazia.
Il Museo Pomposiano, situato nell'antico dormitorio dei monaci, conserva oltre duecento oggetti di natura eterogenea, compresi in un arco cronologico che va dal VI al XIX secolo, provenienti da scavi archeologici e da restauri riconducibili all'ambito del complesso abbaziale.
COMACCHIO
Comacchio, il "paese dei pescatori", nasce e si forma su 13 isolette collegate da ponti: una condizione frammentata e difficile che ne scandisce la vita fino al XVII secolo, quando va consolidandosi l’impianto urbano e vengono definiti al suo interno i percorsi d’acqua necessari al deflusso di questa verso il mare. Il centro storico conserva ancora l'aspetto originario ed è attraversato da una rete di canali che lo caratterizzano come città lagunare.
La distesa acquatica delle Valli di Comacchio è da sempre la ragion d’essere di uno storico insediamento, famoso nel medioevo come grande produttore di sale e per il commercio del pesce tra cui l’anguilla, uno dei simboli per eccellenza di questa località. Qualche decennio fa una parte delle Valli è stata bonificata per favorire l’agricoltura, ma Comacchio continua ad essere “città d’acqua”, a partire dal suo bellissimo Trepponti. La città di Comacchio e le sue valli rappresentano il "cuore" del Delta, sono di fatto il polmone verde dell'intera costa adriatica da Chioggia a Cattolica.
|