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Delta del Po

“…  e la città ch’in mezzo alle piscose paludi, del Po teme ambe le foci, dove abitan le genti disiose che ‘l mar si turbi e sieno i venti atroci”

Ludovico Ariosto

 

Siamo in un territorio di confine, dove la terra sa di acqua e dove il grande fiume incontra il mare. Una terra di contrasti e di forti suggestioni. Dove natura e cultura si fondono dando vita a paesaggi stupefacenti.

COMACCHIO

Comacchio è, sotto l’aspetto paesaggistico e storico, uno dei centri maggiori del Delta del Po

Soprannominato il “paese dei pescatori”, Comacchio nasce e si forma su 13 isolette collegate da ponti: una condizione frammentata e difficile che ne scandisce la vita fino al XVII secolo, quando va consolidandosi l’impianto urbano e vengono definiti al suo interno i percorsi d’acqua necessari al deflusso di questa verso il mare. Il centro storico conserva ancora l’aspetto originario ed è attraversato da una rete di canali che lo caratterizzano come città lagunare.

La distesa acquatica delle Valli di Comacchio è da sempre la ragion d’essere di uno storico insediamento, famoso nel medioevo come grande produttore di sale e per il commercio del pesce tra cui l’anguilla, uno dei simboli per eccellenza di questa località. Qualche decennio fa una parte delle Valli è stata bonificata per favorire l’agricoltura, ma Comacchio continua ad essere “città d’acqua”, a partire dal suo bellissimo Trepponti. La città di Comacchio e le sue valli rappresentano il “cuore” del Delta, sono di fatto il polmone verde dell’intera costa adriatica da Chioggia a Cattolica.

INGRESSI

Centro Manifattura Marinati: intero € 2; ridotto € 1 (under 18 – over 65 – gruppi dai 20 pax)

Comacchio. Photo credit: Wiki Loves Monuments 2016 – autore Paolo Forconi

POMPOSA 

La Chiesa di Santa Maria di Pomposa, situata lungo la statale 309 Romea, è ispirata alle basiliche ravennati classiche ed ha la facciata ornata da un nartece mirabilmente decorato in cotto e marmo; l’interno è a tre navate con colonne e capitelli di vario aspetto, romani e bizantini, e un pavimento decorato con mosaici e tarsie marmoree datato all’XI-XII secolo. Vi splende una grandiosa serie di affreschi trecenteschi di scuola bolognese che dall’abside si stendono per tutta la navata maggiore sino alla parete d’ingresso.

La Chiesa è affiancata da un bellissimo campanile, capolavoro dello stile romanico-lombardo, datato alla seconda metà dell’anno Mille.

La Sala Capitolare, luogo ove i monaci benedettini si riunivano per le assemblee, ha le pareti fastosamente affrescate nel secolo XIV da artisti di formazione padovana vicini a Giotto.

Il Reffettorio, che ospitava più di cento monaci nel periodo di massimo fulgore dell’Abbazia, presenta sulla parete est un bellissimo trittico trecentesco di scuola riminese in cui spicca la famosa “Cena dell’Abate Guido”, che raffigura il miracolo avvenuto proprio nel Refettorio ad opera di Guido degli Strambiati, Abate a Pomposa nella prima metà dell’anno Mille, e a cui si deve la crescita economica, morale e spirituale dell’Abbazia.

Il Museo Pomposiano, situato nell’antico dormitorio dei monaci, conserva oltre duecento oggetti di natura eterogenea, compresi in un arco cronologico che va dal VI al XIX secolo, provenienti da scavi archeologici e da restauri riconducibili all’ambito del complesso abbaziale.

INGRESSO AL COMPLESSO ABBAZIALE

Intero € 5; ridotto € 2,50 (18-25 anni); gratuito under 18.

Ingresso libero la prima domenica di ogni mese.

Basilica Santa Maria in Pomposa. Photo credit: Wiki Loves Monuments 2016 – autore Paolo Forconi